UFC, PFL, ONE Championship e Oktagon: confronto tra le promozioni MMA per scommettitori

Gabbia ottagonale illuminata in arena affollata prima dell'inizio di una card di MMA

Nel 2019 ho passato un weekend a guardare quattro card di quattro promozioni differenti: UFC, Bellator (allora ancora indipendente), ONE Championship e Oktagon. Quaranta combattimenti totali, diversi livelli tecnici, regolamenti che variavano in modo a volte sottile e a volte radicale. La domenica sera ho preso il mio quaderno di lavoro e ho scritto una frase semplice: “non sono lo stesso sport”. Le MMA sono un’etichetta, ma sotto l’etichetta ci sono universi che richiedono letture differenti, mercati che si muovono con logiche differenti, fighter di livelli oggettivamente differenti.

In questo articolo metto a confronto le quattro promozioni che dovrebbero entrare nell’orizzonte di un bettor italiano serio. UFC come benchmark globale, PFL come sfidante numero due, ONE Championship come player asiatico con regolamento ibrido, Oktagon come riferimento domestico. Lo faccio con i numeri di fatturato, i roster, i formati e con un’attenzione particolare a come i mercati di scommessa si comportano differentemente su ognuna.

La gerarchia mondiale delle MMA

Il primo dato che voglio fissare è la concentrazione del talento. Senza capire dove sono i fighter di livello top mondiale, non si capisce perché le quote di una promozione X siano più affidabili di quelle di una promozione Y.

Su 300 fighter top mondiali secondo Fight Matrix, UFC ne controlla 175 e PFL (con Bellator) 100, agli altri promoter restano 25 atleti. Il dato è netto: due promozioni controllano oltre il 90% dei fighter di vertice mondiale. ONE Championship ha qualche atleta nel top 300, ma il suo focus è soprattutto sul mercato asiatico e su discipline ibride (Muay Thai e kickboxing) che diluiscono il dato MMA puro. Oktagon e altre promozioni regionali europee operano principalmente con fighter di livello regionale, occasionalmente con un atleta di top mondiale prestato per una serata.

Il numero degli eventi è cresciuto in modo asimmetrico. Gli eventi MMA principali sono passati da 100-110 nel 2020 a 180-200 stimati nel 2025. ONE Championship è cresciuta da 8 a 23 eventi annuali. BKFC (Bare Knuckle Fighting Championship) è cresciuta da circa 10 a 35 eventi. UFC ha aumentato il calendario in modo più contenuto, ma ha consolidato la dominanza tramite la qualità dei nomi delle proprie card.

Per il bettor italiano questa concentrazione ha conseguenze pratiche. Le quote UFC sono prezzate da bookmaker che hanno una mole di dati storici enormi, modelli di pricing maturi, liquidità alta che assorbe scommesse senza grandi distorsioni. Le quote PFL sono prezzate con dati buoni ma meno profondi, e i mercati hanno meno liquidità: significa più disallineamenti potenzialmente sfruttabili, ma anche più volatilità. Le quote ONE e Oktagon, dove disponibili, hanno margini più alti e modelli meno raffinati: il valore esiste in teoria, ma trovarlo richiede una conoscenza della promozione che pochi bettor possiedono.

UFC: numeri della leadership

Quando spiego perché UFC è il riferimento, comincio dai numeri. Non perché i numeri siano l’unica cosa che conta, ma perché senza ordini di grandezza non si capisce la sproporzione.

Nel 2024 UFC ha registrato un fatturato annuale record di circa 1.406 milioni di dollari, in crescita del 9% rispetto al 2023. Nel 2025 i ricavi sono saliti a 1,502 miliardi di dollari con un margine di profitto del 57%, superato per la prima volta da WWE all’interno di TKO Group Holdings. Le sponsorizzazioni hanno generato 251,4 milioni di dollari nel 2024, in crescita del 28% sul 2023, pari al 18% del fatturato totale. Il deal decennale UFC × Crypto.com vale 175 milioni di dollari, il più grande accordo di sponsorizzazione nella storia della società.

Le partnership televisive raccontano la dimensione globale. Il deal UFC × ESPN del 2019 vale circa 1,5 miliardi di dollari nell’arco del contratto, con stima di 550 milioni annui dai due accordi ESPN. Dal 2026 UFC inizia un accordo settennale da 7,7 miliardi di dollari con Paramount per i diritti di trasmissione USA, con 30 Fight Night e 13 eventi di cartello l’anno. Il mercato globale UFC è stimato a 1,74 miliardi di dollari nel 2026 e dovrebbe raggiungere 2,79 miliardi entro il 2033, con CAGR dell’8%.

Gli eventi record consolidano la dimensione mediatica. Cinque dei dieci eventi UFC con più alto incasso si sono svolti nel 2024, e l’evento UFC del 14 settembre 2024 alla Las Vegas Sphere ha incassato 22 milioni di dollari, nuovo record assoluto della società. La rivista TIME ha incluso UFC nei TIME100 Most Influential Companies del 2025.

Per il bettor questi numeri hanno tre conseguenze concrete. Primo: i bookmaker investono modelli di pricing UFC più evoluti, perché il volume globale di scommesse giustifica l’investimento. Secondo: la copertura statistica è la più granulare disponibile in MMA, con UFC.com e UFCStats che offrono quasi ogni metrica utile. Terzo: gli scandali di integrità hanno la massima visibilità globale e la pressione regolatoria internazionale costringe UFC a investire pesantemente nel monitoraggio delle scommesse, rendendo il prodotto più “pulito” rispetto a promozioni minori.

Lo svantaggio per il bettor è il rovescio della medaglia: i margini bookmaker sui mercati UFC principali sono stretti perché la concorrenza tra operatori è alta, ma la difficoltà di trovare disallineamenti è proporzionalmente maggiore. UFC è dove il livello del gioco è più alto da entrambi i lati del banco.

PFL e l’eredità Bellator: il formato a torneo

PFL (Professional Fighters League) è la promozione che ho seguito di meno per anni, e quella che ho dovuto imparare a leggere da zero quando l’acquisizione di Bellator del 2024 ha cambiato gli equilibri.

L’acquisizione di Bellator da parte di PFL ha trasferito il roster dei top Bellator dentro PFL, creando per la prima volta un avversario credibile al monopolio UFC sui fighter di vertice. Donn Davis, founder di PFL, ha spiegato in un’intervista a Newsweek del 2024 il senso dell’operazione con una frase che racconta bene la strategia: PFL era già la seconda compagnia in MMA per ricavi, distribuzione e audience, e quello che l’acquisizione di Bellator ha aggiunto sono stati i fighter, era tutto sull’aggiunta di talento.

Il formato PFL è la differenza più importante rispetto a UFC. Mentre UFC opera con un calendario continuo di eventi indipendenti, PFL ha introdotto il World Tournament: un formato a stagioni con regular season, playoff e finale, dove il vincitore di ogni categoria di peso si porta a casa un milione di dollari. Peter Murray, CEO PFL, ha spiegato in un’intervista a ESPN il senso del nuovo formato 2025: l’innovazione del prodotto lo rende migliore e mantiene il merito, è tutto su un singolo colpo, una finestra di tempo compressa che porta a un pubblico più ampio e a maggiore coinvolgimento dei fan.

Per il bettor il formato PFL apre tre tipologie di mercati che UFC non offre. Primo: le scommesse sul vincitore di intera stagione, prezzate prima dell’inizio del torneo. Secondo: le scommesse sui semi-finalisti e sui finalisti per categoria di peso. Terzo: le scommesse incrociate sulla “stagione del fighter X”, con quote che si muovono in tempo reale durante la regular season. Sono prodotti che richiedono una lettura strategica, non solo tecnica: capire chi ha il bracket migliore conta quanto capire chi ha lo stile migliore.

Il rischio del formato PFL è la varianza accumulata. Un fighter favorito alla stagione può perdere un singolo incontro per circostanze sfortunate (taglio sopra l’occhio, infortunio durante l’incontro) ed essere fuori dal torneo. La varianza è un cost-of-doing-business strutturale del torneo a eliminazione, e il bettor deve prezzarla nei suoi calcoli.

La copertura PFL sui bookmaker italiani è limitata. Il palinsesto ADM non include PFL in modo strutturale, e i bookmaker concessionari aprono mercati PFL solo su finali di alto profilo. La maggior parte del betting PFL passa da operatori internazionali, con gli stessi caveat regolatori discussi nella mia analisi sul regime ADM.

ONE Championship e il modello asiatico

ONE Championship è la promozione che richiede più riadattamento mentale a un bettor abituato a UFC. Non perché sia tecnicamente inferiore, ma perché il prodotto è strutturalmente diverso.

ONE è una promozione asiatica con sede a Singapore, fondata da Chatri Sityodtong nel 2011. Il suo prodotto principale non è MMA pura, è una piattaforma multi-disciplinare che combina MMA, Muay Thai, kickboxing e occasionalmente sub-only grappling all’interno della stessa card. Un evento ONE può aprire con un incontro di Muay Thai, proseguire con uno di kickboxing, chiudere con MMA. Per il bettor questo significa che le card ONE richiedono di scommettere su discipline tecniche distinte, ognuna con regolamenti propri e mercati propri.

Le regole MMA di ONE differiscono da quelle UFC su due aspetti rilevanti. Primo: alcuni eventi ONE permettono colpi di ginocchio alla testa di avversari a terra, vietati nelle Unified Rules che UFC adotta. Secondo: il punteggio dei giudici a ONE pesa l’intero incontro come unità, mentre UFC pesa round per round. Significa che un fighter ONE che vince nettamente l’ultimo round di un incontro a tre round può vincere l’incontro anche se ha perso i primi due, dinamica che a UFC è quasi impossibile.

Per il bettor le conseguenze sono importanti. Il sistema di punteggio ONE rende il “comeback win” più probabile, e le quote per il fighter “a metà incontro perdente” si muovono meno aggressivamente. Le scommesse sul metodo di vittoria sono più sensibili alla varianza, perché i colpi a ginocchio e gomito a terra aumentano le probabilità di TKO drammatici.

ONE Championship è cresciuta da 8 a 23 eventi annuali, raddoppiando di fatto il volume in cinque anni. Tuttavia la copertura sui bookmaker italiani è marginale: il palinsesto ADM non la include in modo strutturale, e gli operatori concessionari aprono mercati ONE solo su eventi di alto profilo. Il fuso orario è un altro fattore: gli eventi principali si tengono in serata locale a Singapore, Bangkok o Manila, che corrisponde a primo mattino italiano. Per il bettor questo significa scommettere prima di andare a dormire e svegliarsi con il risultato: una dinamica diversa dal sabato sera UFC su DAZN.

Le quote tipiche ONE sono spesso più “esotiche” di quelle UFC, nel senso che includono mercati su Muay Thai e kickboxing che richiedono competenze specifiche. Per chi non ha background in queste discipline, l’opzione più ragionevole è limitarsi ai mercati MMA puri ONE e ignorare il resto.

Oktagon e la scena italiana

Oktagon è la promozione che chiude il quadro per il bettor italiano. È la più piccola delle quattro che sto confrontando, ma è anche quella geograficamente più vicina e culturalmente più conosciuta nel paese.

In Italia l’attività MMA dilettantistica è gestita dalla Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts (FIGMMA), riconosciuta dal CONI, e gli eventi promozionali principali si svolgono sotto l’egida Oktagon. Oktagon non va confusa con Oktagon MMA, la promozione ceca con sede a Praga che opera in Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania e ha occasionalmente trasmesso in Italia. Quando un bettor italiano sente “Oktagon” può riferirsi a entrambe, e questa ambiguità lessicale crea confusione anche tra operatori esperti.

La promotion italiana storica chiamata Oktagon ha avuto periodi alterni di attività. La promotion ceca è invece in crescita strutturale e ha ambizioni europee. Per il bettor italiano questo significa che i mercati “Oktagon” sui bookmaker possono riferirsi alla controparte ceca più frequentemente che alla scena domestica italiana, e va sempre verificato il dettaglio dell’evento.

Il ruolo della FIGMMA è soprattutto regolamentare e di promozione del settore amatoriale. Gli eventi professionali italiani si tengono attraverso organizzatori privati, con copertura mediatica modesta e un giro economico limitato. Marvin Vettori, classe 1993, ha esordito in UFC il 20 agosto 2016 a UFC 202 e nel giugno 2021 ha sfidato Israel Adesanya per il titolo dei pesi medi a UFC 263, sconfitto per decisione unanime su 5 round. Resta l’unico fighter italiano con presenza continuativa nel circuito UFC, e la sua storia dimostra che il talent italiano deve emigrare per sviluppare carriere ai vertici.

La copertura Oktagon e dei circuiti italiani sui bookmaker concessionari è sporadica. Quando esistono mercati, i volumi sono bassi, le quote possono essere instabili e i margini bookmaker sono ampi. Per chi ha conoscenza specifica della scena italiana il valore esiste in teoria, ma raramente i mercati sono abbastanza liquidi da sostenere puntate significative senza spostare la quota.

Mercati e quote: dove differiscono le promozioni

Quando confronto i mercati di scommessa tra le quattro promozioni, le differenze sono più sottili di quanto sembri ma più rilevanti di quanto la maggior parte degli articoli racconti.

Sui mercati moneyline UFC ha i margini più stretti perché il volume genera concorrenza tra bookmaker. Un favorito UFC a 1,40 può essere prezzato a 1,38 o 1,42 a seconda dell’operatore: un range stretto che indica forte concorrenza. Su PFL la stessa quota può variare da 1,35 a 1,50: il range più ampio segnala concorrenza minore e modelli di pricing meno omogenei. Su ONE e Oktagon la varianza tra operatori è ancora maggiore.

Sui mercati metodo di vittoria UFC offre la copertura più granulare: KO/TKO, sottomissione, decisione, draw or no contest, oltre a varianti per round. PFL offre praticamente la stessa granularità sui propri eventi principali, ma con margini un po’ più ampi. ONE ha meno granularità per via del regolamento differenziato che rende alcune sotto-categorie poco prezzabili. Oktagon e i circuiti regionali europei spesso offrono solo metodo base senza split per round.

Sulle prop bet UFC è imbattibile. Performance bonus, knockdown count, fight of the night, sono tutti mercati standardizzati con liquidità sufficiente. PFL ha versioni proprie con il “bonus stagione” e i mercati su totale punti di season. ONE ha prop sul “best fight of the night” ma la liquidità è marginale. Oktagon raramente offre prop strutturate.

Sui mercati live UFC è ancora una volta il più sviluppato, anche se il live MMA è strutturalmente sottile come ho discusso nel mio articolo dedicato. PFL ha live sui propri eventi finali. ONE e Oktagon raramente offrono live di qualità.

Tabella comparativa di sintesi

Riassumo qui le dimensioni che userei se dovessi consigliare a un bettor italiano alle prime armi su quale promozione concentrare l’attenzione. Sono valutazioni qualitative, non un ranking.

Per copertura mediatica e affidabilità delle quote, UFC è dominante. Per chi vuole consolidare un metodo di lavoro su un singolo mercato, UFC offre il sample size più ampio per imparare e affinare le proprie letture. Lo svantaggio è la difficoltà di trovare disallineamenti significativi rispetto al mercato consensus.

Per chi cerca mercati con margini più ampi e disallineamenti più frequenti, PFL è interessante. Il formato a torneo apre prodotti che UFC non offre, e la copertura statistica sta migliorando ma non ha ancora la profondità UFC. Lo svantaggio è la liquidità: scommettere significativo su PFL richiede di accettare che la quota possa muoversi sulla tua sola puntata in eventi minori.

Per chi ha background in Muay Thai o kickboxing oltre a MMA, ONE Championship apre prodotti unici. Lo svantaggio è il fuso orario, la copertura limitata sui bookmaker italiani e il regolamento differenziato che rende le statistiche meno trasferibili.

Per chi vuole supportare la scena italiana e ha conoscenza diretta dei fighter domestici, Oktagon e i circuiti regionali offrono opportunità rare. Lo svantaggio è la copertura sporadica, la liquidità bassissima e l’ambiguità lessicale tra Oktagon italiana e Oktagon ceca.

Per chi è alle prime armi nelle scommesse MMA in generale, il consiglio operativo è cominciare da UFC e maturare il metodo lì. Quando il metodo è consolidato, allargare a PFL per testare i disallineamenti più frequenti. ONE e Oktagon arrivano dopo, quando si è abbastanza esperti da gestire le specificità di ognuno senza confondere le letture.

Cosa cambierà nel medio periodo

Chiudo con uno sguardo a dove credo si muoverà il quadro nei prossimi 24-36 mesi, perché il panorama che ho descritto non è statico.

Il deal UFC × Paramount del 2026 cambierà la distribuzione globale UFC, eliminando il modello PPV negli Stati Uniti. Questo libera spazio mediatico per le altre promozioni: PFL e ONE potrebbero negoziare meglio i propri deal di trasmissione globale, perché lo spazio mediatico mondiale dello sport sarà ridistribuito.

L’acquisizione Bellator-PFL si sta consolidando con il primo World Tournament a roster integrato. Se il prodotto attecchisce mediaticamente, PFL può candidarsi a un consolidamento del 20-25% del mercato globale MMA. Se invece i fan UFC non migrano, PFL resterà la seconda promozione ma in una posizione marginale rispetto alla prima.

ONE Championship sta investendo nel mercato statunitense con eventi notturni in orario USA. È la mossa che potrebbe trasformarla in un competitor globale, ma richiede una continuità di investimento che la promozione ha mostrato a tratti.

La scena italiana è ferma. Senza un fighter di livello successore di Vettori che attiri attenzione mediatica, la copertura MMA in Italia resterà residuale. Il talent emerge, ma fatica a costruire carriere stabili senza un ecosistema federativo solido.

Per il bettor italiano del 2026 questo significa che UFC resterà il riferimento, PFL crescerà di rilevanza e di liquidità, ONE manterrà una nicchia, Oktagon e i circuiti regionali resteranno sporadici. Il quadro è chiaro abbastanza per costruirci sopra un metodo di lavoro pluriennale, ed è quello che faccio io quando rivedo la mia strategia ogni gennaio. Le promozioni cambiano. La disciplina dell’analisi resta.

Quale promozione MMA ha le quote più morbide per lo scommettitore?

In termini di margine bookmaker più ampio le quote più morbide sono su PFL e ONE Championship, perché la concorrenza tra operatori è minore rispetto a UFC. Tradotto, ci sono più disallineamenti potenzialmente sfruttabili, ma anche più volatilità e meno liquidità. UFC ha quote più strette ma più affidabili nel pricing complessivo.

Il PFL World Tournament cambia il modo di costruire scommesse stagionali?

Sì, in modo strutturale. Il formato a torneo apre tre tipologie di mercati che UFC non offre: vincitore di intera stagione prezzato prima dell’inizio, semi-finalisti e finalisti per categoria di peso, scommesse incrociate sulla stagione del singolo fighter. Richiedono una lettura strategica del bracket oltre a quella tecnica del singolo matchup.

ONE Championship rientra nei palinsesti dei bookmaker italiani?

Marginalmente. Il palinsesto ADM non include ONE in modo strutturale, e gli operatori concessionari aprono mercati ONE solo su eventi di alto profilo. La maggior parte del betting ONE per residenti italiani passa da operatori internazionali, con i caveat regolatori associati. La copertura è in crescita ma non sostitutiva di quella UFC.

Oktagon è coperta dai siti di scommesse?

Solo sporadicamente, e con la complicazione che esistono due Oktagon distinte: quella italiana storica con presenza limitata, e quella ceca con sede a Praga che opera in Europa centrale e occasionalmente in Italia. I bookmaker che aprono mercati Oktagon nella maggior parte dei casi si riferiscono alla controparte ceca, e va sempre verificato il dettaglio dell’evento prima di scommettere.

Prodotto dalla redazione di «Scommesse mma».

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